Comune di Cossano Belbo - Provincia di Cuneo - Piemonte

martedì 17 ottobre 2017

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GUIDA TURISTICA

GIOVANNI BALBO detto PININ



Cossano Belbo 16/11/1888 - Valdivilla 24/2/1945
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria

Balbo Giovanni detto “pinin”

Balbo Giovanni Michele nacque a Cossano Belbo il 16 novembre 1888 da Balbo Pietro e da Bussi Ottavia . Intraprese fin dalla adolescenza la dura carriera di marinaio. Partì come mozzo e ritornò a Cossano con il grado di capitano di lungo corso. Si recò in Australia dove visse per sette anni. Si meritò durante la sua permanenza in quel Paese una medaglia d’oro al valor civile per aver salvato da sicura morte un giovane in procinto di annegare in un fiume. Ritornò a Cossano all’età di 39 anni, svolse un lavoro d’ufficio, diventando esattore delle imposte in S.Stefano Belbo. Venne il 1940 e lo scoppio della seconda guerra mondiale. Il figlio Piero seguendo le orme giovanili del padre, era ufficiale della Marina di Guerra. Nel settembre del 1943 il figlio riuscì a raggiungere la famiglia. Divenne capo partigiano e il padre Giovanni, pur non più giovane, lo seguì come gregario, aiutante e guida. Catturato venne imprigionato nelle carceri di Asti e venne liberato nel 1944 a seguito di uno scambio di prigionieri. Seguì sempre i partigiani della II divisione Langhe comandata dal figlio. Venne ferito gravemente in uno scontro con i nazifascismi a Canelli nel dicembre del 1944. Ancora convalescente rientrò in formazione e a 57 anni continuò con spirito di abnegazione ed eroismo la guerra clandestina a fianco del figlio. In un ennesimo scontro, il 24 febbraio 1945, in località Valdivilla di Santo Stefano Belbo cadde colpito a morte dopo una inutile difesa contro le preponderanti forze nazifasciste. I funerali svoltisi a Cossano sono imponenti . cronca tratta da “La Guardia del Belbo” del maggio 1945: ONORANZE FUNEBRI AL CADUTO GIOVANNI BALBO “PININ”. Epica atmosfera di gloria – Silenzio mistico ed austero – Vibrante fusione di animi e di affetti – Commossa attesta – Sono scesi da tutti i paesi gli abitanti delle Langhe; ha lasciato la propria casa ogni cossanese; hanno gremito il piazzale della Chiesa, si sono schierati lungo la strada, su per il declivio del colle, perché tutti vogliono essere presenti, tutti vogliono tributare onore e gloria. E l’eroe purissimo, Giovanni Balbo, superbo vindice di libertà splendido ribelle di Cossano, simbolo di immenso amore e di dedizione assoluta alle idealità di Patria – portato a spalle dai suoi partigiani – che lo ebbero amoroso padre, luminosa guida, audace e valoroso compagno durante i lunghi mesi di lotta e di persecuzione. Lo segue il figlio Piero, il valoroso comandante Poli del Gruppo Divisione Langhe, pallido, irrigidito nel dolore, bello nella sua fiera tempra di condottiero e di soldato al cui fianco sono la madre e la sorella, angosciate e doloranti ed il nipote Giorgio, il giovane soldato,che negli occhi azzurri cela tanta commozione.
Lo scortano i patrioti, i suoi fedelissimi, con passo marziale. Lo accompagna tutto il popolo, che lo amò perché giusto, perché buono, perché generoso. Innanzi a tutti, su un carro armato, avanzano Moretto e Guzzi, rigidi come statue di bronzo, protesi nel ricordo dei giorni più tempestosi, allorquando di tanti, rimanevano solo sei e “papà Pinin” con l’esempio, con la parola, insegnò loro a resistere, a lottare, a sperare. Alcuni colpi di mitragliatrice a salve. Gli uomini si irrigidiscono sull’attenti, la musica intona una marcia funebre. Padre e figlio avvolti nello stesso alone di gloria e di sacrificio, passano sotto quell’arco trionfale, che il paese ha loro innalzato, mentre le bandiere, issate sull’alto dei ruderi delle loro case, devastate dalla vandalica furia distruttrice dei nemici, salutano col loro mesto garrire Colui che seppe combattere e morire per l’Onore e per la Libertà. Messa al campo. Solenne nella sua semplicità. La funzione sacra assurge a valore di rito, di simbolo. Sull’altare campeggia un’alta croce, espressione di dedizione e di sacrificio. Nel silenzio risuona la voce del Comandante Rima:”Gloria a Pinin” e l’eco si ripercuote in tutti i cuori, mentre un misterioso peana innalzatesi dalla terra al cielo, ridesta in ognuno la visione della statuaria figura del caduto nobile nella fronte spaziosa, sereno nello sguardo sicuro, fiero nel portamento eretto, segno di integra vita e di indomita volontà. Il corteso si snoda lentamente per le vie del paese imbandierate e adorne di corone di quercia e d’alloro, in un silenzio che accomuna i vivi ai morti, mentre dalle finestre e dai balconi, ininterrotta una pioggia di petali scende lieve sulla bara per non destare il sonno del giusto, tappezza le vie, infiora la testa del Comandante e dei Partigiani e tutti li unisce in un unico rito sacro.Breve sosta. Nuovi colpi di mitragliatrice partono dal carro armato. Vibra nell’aria il senso del grande e dell’eroico. Sulle mura del Municipio si scopre la lapide, su cui i cossanesi hanno scolpito quanto hanno inciso nel cuore:
“ A GIOVANNI BALBO “PININ” Papà dei patrioti delle Langhe – Assertore ed apostolo della libertà – Tenace Instancabile nella lotta – Grande nel sacrificio – Asceso alla gloria immortale degli Eroi – 24/2/1945 – Ed ai figli tramanderemo l’esempio e il nome dell’Eroe, la cui rettitudine ne fece un perseguitato il cui sacrificio un martire purissimo della libertà. “
La medaglia d’oro al valor militare alla memoria venne concessa con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri datato 24 aprile 1946 numero d’ordine 1, con la seguente motivazione: “Nonostante la sua età avanzata non esitava ad accorrere con entusiasmo nelle file partigiane. Organizzatore audace, combattente eroico, sempre presente e sempre primo in ogni rischiosa missione, partecipava a numerose azioni offensive. Ferito gravemente al petto, appena guarito, riprendeva subito il suo posto di combattimento. Alla testa di un plotone di volontari attaccava audacemente una forte colonna nemica. Ferito, non desisteva dalla lotta finchè colpito a morte cadeva gridando ai suoi prodi l’ultimo incitamento “ (Valdivilla – Cuneo – 24/2/1945)
Con delibera n. 48 del 18 settembre 1981 il Consiglio Comunale di Cossano Belbo intitolava a Giovanni Balbo la piazza principale del paese, quella denominata fino ad allora “Piazza della Chiesa”.
Tratto dal libro di Giuseppe Brandone “Saluti da Cossano Belbo – Vicende,Uomini, cose di un paese di Langa” Editris BS Ivreja.






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